“Sono qui per dirvi che certe cose nel calcio non devono accadere”. È un Rino Foschi pentito quello che questa mattina si è recato in visita privata al Centro Educativo Ignaziano di Palermo per incontrare alcuni studenti delle classi di seconda media. “Dovete vivere lo sport in modo giusto - ha detto ai ragazzi il direttore sportivo rosanero -, a me domenica scorsa a Messina sono saltati i nervi e sono stato giustamente allontanato dal terreno di gioco. L’arbitro ha valutato alcune cose non correttamente, ma era in buona fede: tutti possono sbagliare, a Catania per esempio il direttore di gara ha interpretato alcuni episodi a nostro favore e abbiamo vinto. Ciò che ho fatto io è inammissibile, ho perso la testa ed ho offeso l’arbitro ma me ne vergogno. Lo sport è lealtà, io ho sbagliato dando un cattivo esempio perché un dirigente dovrebbe comportarsi in modo diametralmente opposto dal mio”. Foschi, che ha donato al CEI un contributo personale per il progetto per le case-famiglia, ha anche esortato i ragazzi a proseguire negli studi e chiacchierato con loro, trattando alcuni temi legati al Palermo. “Studiare è la base di qualsiasi uomo ed è molto importante anche per chi fa sport. Fino a qualche anno addietro non era così determinante ma oggi, per diventare un bravo calciatore, bisogna essere un bravo studente perché questo dà educazione e disciplina”.